Oltre 10 talk tra quelli ospitati e promossi; più di 70 personalità coinvolte, tra mondo istituzionale, ambientalista, scientifico, agricolo e accademico; più
di 600 persone che hanno assistito ai panel e, qualche metro di fianco, oltre 10.000 degustazioni a base di carni selvatiche servite da decine di chef nel corso di 15 eventi divulgativi; migliaia le persone con cui lo staff si è interfacciato, tra uno scambio di materiali e l’altro, per trasmettere la propria idea di futuro della biodiversità e dare vita alla Nuvola di Alleanze che ruotano attorno ad UNA. Tutto questo in soli tre giorni.Sono i primi numeri che Fondazione UNA – Uomo, Natura, Ambiente – ha annunciato dopo l’edizione di EOS 2026, per la prima volta ospitata da Fiere di Parma, un cambiamento che ha dato nuova linfa alla Fiera e aiutato a coinvolgere un bacino di persone sempre più ampio e appassionato ai temi della caccia e dell’outdoor.
Dando vita a un nuovo percorso, che parte da Parma, la Fondazione quest’anno ha scelto di essere presente sostanziando la sua mission nella creazione di un vero e proprio Villaggio, dove hanno preso vita – rispettivamente nell’Area Talk e nell’Arena Gusto Selvatico – momenti di scambio e di discussione sui temi al centro dell’agenda delle sue attività:
- Agricoltura e mondo venatorio: insieme a Coldiretti e AB-Agrivenatoria Biodiversitalia, al mondo associativo venatorio e ad alcune rappresentanze istituzionali del MASAF, sono state esplorate le sinergie necessarie tra i due comparti, individuando nella collaborazione il presupposto indispensabile per una convivenza virtuosa e per la tutela delle attività produttive.
- Gestione faunistica: nell’ambito di IUCN e con Federparchi tra i più prestigiosi alleati, è stato approfondito il dialogo sulle specie invasive e in sovrannumero, sostanziando l’approccio scientifico come la soluzione per favorire la tutela della biodiversità e ridurre l’impatto sugli ecosistemi.
- Obiettivi della strategia UE per la biodiversità: sempre nell’ambito di IUCN, con l’autorevole presenza del MASE, di ISPRA, di Federparchi, di IUCN EU e FACE EU, sono stati ospitati dibattiti sul ruolo degli istituti faunistici privati e delle Aziende Faunistico-Venatorie (AFV), analizzati come alleati strategici nelle politiche di conservazione, per l'integrazione di questi strumenti nelle OECM (Other Effective Area-based Conservation Measures) a livello nazionale ed europeo, con l’obiettivo di raggiungere il 30% di territorio ripristinato in Italia.
- I modelli gestionali globali e locali: attraverso l'analisi di case histories che vanno dal Tibet – di cui è stata ospitata una importante delegazione - alle Alpi, approfondendo il tema della convivenza tra uomo e fauna selvatica per accrescere il valore della filiera montana.
- Sicurezza alimentare e carni selvatiche: sono state presentate alcune delle esperienze più significative condotte in Italia sul tema della gestione delle carni selvatiche. Inoltre, insieme a Gusto Selvatico APS, nella contigua Arena Gusto Selvatico hanno preso vita esperienze concrete di filiera delle carni selvatiche, analizzati i benefici nutrizionali e le necessarie implicazioni gestionali. Un ringraziamento va ai nostri numerosi chef e partner: Alma – Scuola internazionale di cucina, Franchi Food Academy, Grow Restaurant, Sant’Uberto - Le carni del bosco, Rifugio “Malga Stain”, Agriturismo “Le Frise”, Dìaol - Gusto e Natura, Chef Federcaccia Donne, AB – Agrivenatoria Biodiversitalia, Vineria Sonora, Cantine Moroni Zucchi.
Non per ultimi, tutti i progetti nativi di Fondazione UNA che hanno avuto modo, nel contesto di EOS, di essere celebrati insieme alle persone che ne fanno parte: ne è un esempio Operazione Paladini del Territorio, con la premiazione dei Paladini più virtuosi del 2025, o Scatti Selvatici. Il buono della caccia in una immagine, con un momento di scambio con gli autori-fotografi attorno ai temi della fotografia venatoria etica.
Numeri e temi che raccontano di un grande impegno e di un grande successo, che con entusiasmo Fondazione UNA intende cavalcare per continuare a rappresentare una idea di evoluzione futura del significato di caccia in natura, che possa farsi forza di una capillarità sempre più forte sul territorio, di solide alleanze e di una visione interazionale che ci mette a confronto con modelli globali.
Appuntamento, adesso, con nuovi momenti di scambio a Longarone Fiere per Caccia, Pesca e Natura (17-19 aprile) e a Bastia Umbra per Caccia Village (16-18 maggio).
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